Speranza

Centro di Speranza

Comunità di Palermo

La speranza è qualcosa che nasce nel cuore, non nella mente. E il pensiero del cuore si attiva quando non è solo, quando può condividere, quando può interagire. Un cuore non è autosufficiente: ha bisogno di altri per “pensare” e far crescere la speranza. Con questa consapevolezza i volontari del Centro di Speranza di Palermo hanno ideato il progetto volto a favorire l’incontro e la condivisione di persone che a volte sono escluse o si auto escludono dal vivere in società. Questi sono gli appartenenti alla cosiddetta terza età, definizione che a volte sembra descrivere chi ormai non ha più niente da offrire. Per i volontari indica, invece, una nuova fase della vita in cui energie e risorse convergono per scopi nuovi ed originali. Quindi non solo occupare il tempo, ma crescere ancora per migliorarsi e contribuire al miglioramento delle generazioni più giovani.

Il Centro di Speranza si colloca in un quartiere abitato da famiglie benestanti. Non garantisce però una adeguata cura per le persone anziane, se non quella sanitaria, che spesso trascura i bisogni relazionali e dell’anima.

Lo scopo finale del progetto è quello di affiancarsi alle attività delle istituzioni socio-sanitarie del territorio. Al fine di fornire ciò che queste non valorizzano, per una vita piena e ricca di speranza.

La prima tappa che ci proponiamo è quella di creare comunità, attraverso attività di socializzazione e inserimento. I progetti che il centro di Speranza propone sono tanti. Creare uno spazio dedicato interamente alla risposta ai bisogni delle persone anziane, è uno di questi. Infatti, ogni mercoledì pomeriggio i volontari imparano a cucire e a ricamare insieme agli anziani. Cucinano con loro, parlano di tutto e di più! Non mancano le partite a carte accompagnate da tante risate! La vita degli anziani è cambiata da quando partecipano a questi incontri: si sentono più attivi, amati, preziosi agli occhi di qualcuno e questo porta benessere anche nelle loro famiglie. Per gli anziani l’incontro alla chiesa di Palermo il mercoledì pomeriggio è diventato un giorno proprio speciale. Non possono rinunciarvi!

La seconda tappa è quella di rimanere agganciati ai movimenti culturali contemporanei, attraverso la fruizione dei media e di strumenti innovativi di diffusione del pensiero e delle informazioni.

La terza tappa, invece, è quella di dare un tangibile contributo al miglioramento della vita delle fasce svantaggiate della società, attraverso la messa in opera delle competenze accumulate nelle fasi precedenti della vita o di nuova acquisizione, grazie alla condivisione o all’apertura al nuovo.

Ma le attività del Centro di Speranza non finiscono qui.

Infatti, nella zona della chiesa vivono anche numerose donne migranti. Queste svolgono l’attività di badanti, e provengono prevalentemente dai paesi dell’est europeo. Sono donne sole che hanno bisogno di impiegare il loro tempo libero. Molto spesso il giovedì pomeriggio e la domenica, che sono i loro giorni liberi, le badanti si trovano a passeggiare e a girare per la città per rilassarsi dopo una settimana di lavoro. Alcune volte devono affrontare anche le condizioni climatiche non favorevoli, il caldo eccessivo, il vento e la pioggia.

Per questi motivi la chiesa avventista di Palermo ha aperto i propri locali dando loro la possibilità di avere un luogo di incontro. Un luogo dove possano raccontare la propria storia, i propri problemi, un luogo dove possano essere ascoltate. I volontari hanno anche organizzato la visione di film nella loro lingua. Incontri con personale specializzato per fornire loro informazioni utili. Non solo: sono stati offerti dei corsi per il conseguimento della licenza media per gli stranieri, in collaborazione con il ministero dell’educazione.

L’Otto per Mille ha permesso di rendere confortevoli i locali in cui si svolgono le attività principali. Di reperire risorse materiali importanti, e sostenere nelle attività del Centro chi vive in condizioni di disagio economico.

Debora Prati

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