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Come Un Pastore Avventista Può Utilizzare Il CAT E Il Metodo Hudolin

Come un pastore avventista può utilizzare il CAT e il metodo Hudolin

Ero un giovane studente di teologia quando, facendo le pulizie presso una famiglia, per guadagnarmi i soldi per gli studi, ho incontrato una donna elegante e distinta che sembrava affetta da una grave malattia che a volte le procurava uno stato confusionale non indifferente. Un giorno suo marito mi chiese di non prestare più la mia auto a sua moglie perché la utilizzava per andare a bere. Nulla mancava a questa agiata famiglia tranne la tranquillità e la serenità che avrebbe garantito la salute dei rapporti tra i coniugi e la loro giovane figlia.

Stupito da quell’esperienza più volte mi sono chiesto come una persona benestante e di cultura possa entrare nel tunnel dell’alcol e soprattutto come se ne possa uscire.

  • Cos’è il CAT e il metodo Hudolin?

Divenuto un pastore ho avuto occasione di confrontarmi con tanti problemi famigliari tutti per la maggior parte palesi, tranne uno. Solamente l’incontro con un discreto e gentile psichiatra responsabile di un Ser.T. mi ha aiutato a discernere l’origine di certe complesse situazioni famigliari. Il Dott. Michele Parisi un giorno mi invita a partecipare ad un Corso di sensibilizzazione ai problemi alcolcorrelati e complessi (metodo ecologico-sociale Hudolin). Frequentando questo corso mi si è aperto un orizzonte su un mondo che disconoscevo. Paradossalmente mi resi conto di farne parte con piena ed incosciente responsabilità.

In accordo con la gestione dei miei impegni pastorali sono entrato a far parte dell’ACAT ma soprattutto in piena sintonia con il metodo. Questo perché mi ha permesso di fare un percorso interiore che mi ha portato a maturare una nuova sensibilità ai problemi alcol correlati (PAC) e non solo. Mi è stato proposto di essere servitore-insegnante in un CAT (Club degli alcolisti in trattamento) nel comune dove risiedo. Il Club è una comunità formata dagli alcolisti e dalle loro famiglie che si riuniscono settimanalmente per un’ora e mezza circa, condividendo le proprie esperienze di vita. Il dialogo verte sul cercare e trovare una risposta ai propri problemi. È molto semplice.

Il CAT si fonda sul principio dell’auto-mutuo-aiuto ed è finalizzato al cambiamento dello stile di vita. Questo cambiamento è possibile quanto più si cerca nella propria vita la sobrietà: “Un nuovo stile di vita nei confronti del mio modo di vivere complessivo, un processo di liberazione da tutto ciò che non è essenziale, che non è importante perché non mi aiuta a crescere, che non migliora la qualità della mia vita, che non favorisce il raggiungimento di una pace interiore”. Quindi la sobrietà è “un sinonimo di crescita oltre l’astinenza”. Questo porta la persona a riflettere sulla possibilità della creazione di nuove relazioni che si fondano sui principi fondamentali grazie ai quali vive il Club: l’amicizia, la solidarietà, la compartecipazione o empatia, l’amore. Questi principi generano la pace interiore, l’attenzione alla giustizia sociale e il rispetto dei diritti.

Tutto parte dalla propria famiglia, vittima primaria di uno stile di vita non sobrio, fino ad arrivare ad incidere sul cambiamento della società in cui si vive. Infatti, le famiglie con il proprio esempio, cioè con il proprio cambiamento di stile di vita, diventano protagoniste del cambiamento della cultura sanitaria generale delle comunità locali riguardo i PAC .

Il ruolo del servitore-insegnante è quello di facilitare la comunicazione e l’interazione delle famiglie. Chiunque abbia frequentato un corso di sensibilizzazione può essere un servitore insegnante (anche i membri dei Club che hanno fatto un percorso). La formazione, assieme al Club, rappresenta il perno del sistema ecologico-sociale. Periodicamente le associazioni dei Club organizzano incontri a livello provinciale, regionale e anche nazionale (convegni e congressi).

  • Un pastore avventista cosa può fare?

Prima di tutto chiedersi quanto sia lui stesso consapevole dell’estensione del problema. Poi frequentare un Corso di Sensibilizzazione. Rendere disponibili i locali della chiesa per le famiglie e gli alcolisti, per costituire un Club. Organizzare insieme all’ACAT delle Scuole Alcologiche Territoriali di 3° modulo (SAT) dove la comunità o una categoria particolare di persone è invitata gratuitamente a formarsi sui PAC. Questi ultimi non riguardano soltanto il singolo bensì tutta la società basti pensare ai dati statistici e all’incidenza che il consumo di alcol ha persino sul capitale sociale.

Il Prof. Hudolin scrive: “Secondo la teoria ecologica-sociale, il consumo degli alcolici è un tipo di comportamento, non una malattia mentale né somatica”. Altrimenti l’intervento medico potrebbe essere sufficiente, ma non è così nella realtà. Bere è un comportamento a rischio. Tutti possono incappare in un PAC nella propria vita, anche se non sono alcolisti. Essendo la cultura del bere profondamente radicata nella nostra società sarebbe auspicabile che un pastore, con la propria chiesa, prenda coscienza del problema e si attivi per formarsi in modo adeguato per affrontare questo delicato argomento.

Il bere moderato è la causa della maggior parte degli incidenti. Non si può parlare di abuso bensì di consumo. Infatti, la maggioranza delle persone non considera l’alcol un problema sociale. L’unico mezzo efficace per evitare battaglie inutili è mettere in discussione il proprio rapporto con l’alcol e formarsi adeguatamente. Ciò significa conoscere le dichiarazioni scientifiche dell’OMS, non vantarsi della propria astinenza e delle proprie conoscenze, mettersi sullo stesso piano umano di chi beve qualsiasi quantità. Nessuno può giudicare il comportamento altrui perché siamo tutti responsabili del benessere collettivo, l’importante è divenire più consapevoli dei rischi e dei benefici dei nostri comportamenti in merito.

  • Alcuni dati

I CAT sono presenti in Italia (in numero di 2300) e da uno studio in collaborazione con il C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche) è emerso che le famiglie che frequentano regolarmente ogni settimana il CAT raggiungono a distanza di un anno l’assoluta astensione dall’uso di bevande alcoliche nel 70% dei casi.

L’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma che per esempio in una città di 8.000.000 milioni di abitanti, come potrebbe essere New York, ci sono 15% di astemi e 85% di bevitori (di piccole o grandi quantità) cioè 6.800.000 abitanti che consumano alcol; di questi il 10% ha o avrà problemi alcol correlati durante la propria vita cioè 680.000 persone. Considerando che un Club può accogliere 10 famiglie ne sarebbero necessari 68.000 solo a New York. Se si riducono i consumi di bevande alcoliche e bevessero invece 3.000.000 di persone, i problemi alcol correlati sarebbero presenti in 300.000 persone. Data l’estensione del problema e l’efficacia del metodo Hudolin nel 2007 si è costituita la WACAT (World Association Clubs Alcholists in Treatment).

I CAT sono presenti in tutti i 5 Continenti e per la precisione in 35 Stati nazionali, anche se la maggiore diffusione si è verificata in Italia. Ritengo importante la diffusione dei CAT in tutto il mondo e segnalo la loro totale assenza negli U.S.A. e nel Regno Unito.

La nostra proposta è: dove esistono già i CAT di organizzare i Corsi di Formazione per creare nuovi servitori-insegnanti e favorire l’apertura di nuovi Clubs; dove i CAT non esistono favorire la partecipazione a tali Corsi in altri Paesi per far si che i servitori formati possano aprire nuovi Clubs nei Paesi di origine.

Ruth Davila

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