Photo By Aaron Burden On Unsplash

Corsi di italiano per una vera integrazione

Come sanno tutti i migranti che si recano in un paese straniero, in questo caso l’Italia, trovarvi una comunità di compatrioti è un grandissimo sollievo e incoraggiamento, ma a volte può rappresentare un ostacolo per l’integrazione, specialmente quando sono assenti dei corsi di italiano.

Soprattutto l’apprendimento della lingua necessita di una full immersion nella cultura del luogo, e un significativo e quotidiano scambio verbale diretto e attraverso i mass-media.

L’immigrato arrivato da poco, che vive in seno al gruppo etnico del proprio paese, rallenta notevolmente l’apprendimento della lingua del luogo di arrivo, con gravi conseguenze sulla qualità della vita. Inoltre le nuove tecnologie permettono di continuare a vivere e a fruire la cultura del paese di origine, le sue forme e i suoi linguaggi, non lasciando spazio a quella del paese in cui si abita.

Consci di questa realtà, il gruppo di volontari del Centro di Speranza di Palermo ha organizzato dei corsi di italiano per stranieri immigrati, con il fine non solo di insegnare la lingua, ma anche di favorire l’integrazione attraverso l’apertura al nuovo e alla cultura italiana in tutte le sue manifestazioni.

I corsi di italiano contano la presenza fissa di una dozzina di studenti, seguiti gomito a gomito dai tutors per tutto lo svolgimento della lezione e, attraverso i supporti tecnologici, nello svolgimento degli esercizi da completare a casa. Daniel Mensah, mediatore culturale, si occupa di coprire il gap che separa gli studenti dalla cultura che sottende alla lingua italiana. Numerosi sono i momenti di socializzazione e condivisione organizzati al di fuori del gruppo etnico di appartenenza. Tutti gli studenti sono stati dotati del materiale necessario per seguire il corso, compresi supporti multimediali per l’apprendimento.

L’otto per mille alla Chiesa Cristiana avventista rende possibile tutto questo, fornendo spazi e risorse, ma soprattutto dando la certezza ai volontari che il loro lavoro è sostenuto da milioni di persone che, come loro, hanno a cuore il prossimo.

Sara Riccobono

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Cerca