Intervista Angie E Jack

Due volontari, una sola missione

A Milano si realizza da circa 3 anni un progetto di assistenza ai senzatetto, portato avanti dai Giovani avventisti volontari di ADRA, che con il loro impegno hanno portato il senso di questa missione anche ai loro amici al di fuori della chiesa.

Questa intervista è il confronto tra due punti di vista apparentemente diversi sulla missione del “ProgettoAdra” (chiamato così dai volontari milanesi). Uno è quello di Angie Acevedo, neolaureata, 24 anni, membro attivo della chiesa avventista; l’altro quello di Giacomo Falcone, studente, 25 anni, volontario non membro avventista (ne simpatizzante).

  • Perché avete scelto ADRA?

Angie: Ho scelto ADRA perché permette di concretizzare l’essenza del cristiano. Gesù dava servizio al prossimo, si è fatto servo per il prossimo, ha dato dignità al prossimo. ADRA dà mezzi, noi mettiamo a disposizione le nostre mani.

Giacomo: Ho scelto l’associazione ADRA per fare volontariato, data la semplicità di accesso. Inoltre, mi ha spinto a entrarci, il fatto di conoscere già alcuni amici all’interno dell’associazione.

  • Qual è la cosa che ti piace di più dell’attività di volontariato?

A: Mi piace pensare che l’uomo possa sentirsi amato da qualcuno; e mi piace la collaborazione che si crea fra i volontari.

G: Del fare volontariato mi piace il dedicare tempo, lo stare a contatto con le persone spesso trascurate, lasciate sole. Inoltre il volontariato permette di conoscere persone nuove con le quali si condivide il piacere di donarsi agli altri senza interesse.

  • Fai parte di altre associazioni?


A: Si, faccio parte anche della “Fondazione Vita e Salute”.

G: Si, faccio parte dell’associazione “Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

  • Che rapporto hai con la fede? Influenza la tua attività come volontario?

A: È proprio la mia fede, il motore della mia attività come volontario: Dio ogni giorno mi benedice con una casa, un pasto caldo, qualcuno che mi ascolta e che mi da valore; vorrei trasmettere altrettanto a chi ne ha bisogno.

G: Penso che la fede sia qualcosa di intimo, e che sia diversa in ognuno di noi. Nel mio caso non influenza in maniera sensibile la mia attività di volontariato.

Anny Arce

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