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LA RICERCA A FAVORE DI ANNA

Anna è una donna in pensione di 65 anni che nel 2010 scopre di avere un tumore alla mammella. I medici la operano ma dovrà fare comunque la chemioterapia. Le hanno raccontato dei fastidi che questa procura e dei numerosi effetti negativi.

Anna non si lascia spaventare e decide di informarsi. In giro per il web legge molte notizie sul Dott. Franco Berrino, epidemiologo di fama mondiale e direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, e di una dieta particolare dedicata a chi deve sottoporsi alla chemioterapia. Decide così di contattare l’Istituto Nazionale dei Tumori per avere maggiori informazioni e con sua grande sorpresa scopre di un progetto, denominato Diana 5 e finanziato dal Ministero della Salute, dall’AIRC e dall’8xmille della Chiesa Avventista, che vuole valutare se una sana alimentazione possa contribuire a ridurre il rischio di recidive nel carcinoma mammario. Anna, non se lo fa ripetere due volte, e decide di voler partecipare al progetto. Scopre così che tutto quello di cui si è nutrita fino a quel momento in realtà non le faceva troppo bene, capisce che dovrà dire addio alle sue abitudini alimentari che credeva corrette ed imparare daccapo a mangiare sano. Le viene proposta un’alimentazione ricca di cereali integrali, legumi, verdura e frutta (anche secca), povera di carboidrati raffinati, grassi e proteine (specialmente quelle derivanti da cibi animali), e una moderata ma costante attività fisica.

Anna comincia a frequentare la Cascina Rosa, dove incontra le altre donne di Diana 5 ed insieme prendono parte ai corsi di cucina loro dedicati e a leggere la rivista Vita & Salute di cui hanno ricevuto gratuitamente l’abbonamento per un anno. Questa è stata fondamentale per il suo percorso di “ri-educazione alimentare” perché le ha permesso di ripassare la conoscenza di tutti gli effetti benefici dei vegetali e comprendere come certe cattive abitudini (vita sedentaria, stress, mangiare in modo squilibrato e di corsa, ecc) probabilmente hanno influito sulla nascita del suo tumore. Per non parlare delle fantastiche ricette che si è divertita a sperimentare con la sua nipotina, instillando già in lei il seme del mangiare sano!

Adesso il progetto Diana 5 si è concluso ed entro la fine dell’anno ci saranno i primi risultati. Ma per tutte le altre donne che, come lei, hanno avuto una diagnosi di carcinoma mammario e volessero usufruire della preziosa consulenza dell’Istituto tumori di Milano, nasce il progetto Diana Web che ha lo scopo di migliorare la prognosi, incentivando la consapevolezza che lo stile di vita influenza la crescita tumorale e spingendo le donne ad assumere una maggiore responsabilità personale nelle misure preventive, nella promozione del benessere quotidiano e nella gestione della malattia. Diana web si rivolge alle donne con diagnosi di CM (carcinoma mammario), interessate a completare il quadro delle conoscenze relative alla prevenzione dei fattori di rischio, in relazione alle recidive del CM e alla sopravvivenza.

La Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, grazie all’8xmille a lei destinato dai contribuenti, da tempo sostiene progetti di ricerca sullo studio delle recidive del carcinoma mammario, il tumore maligno più frequente nel sesso femminile. In Italia ogni anno oltre 10.000 pazienti sviluppano recidive o metastasi. L’impegno è quello di continuare a dare supporto, attraverso medici e ricercatori, alle donne che nei 5 anni successivi alla diagnosi di carcinoma mammario hanno sviluppato recidive.

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