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LATTE: MITI DA SFATARE

Ci hanno sempre detto che il latte favorisce la nostra crescita e fa bene alle ossa. E ormai siamo abituati a credere che sia davvero così. Quindi, perché mai dovremmo pensare che possa far male?

Nel quinto video incontro della serie “La via della salute” realizzata per l’Associazione di Volontariato Lega Vita & Salute Onlus, il dottor Franco Berrino ci spiega che riguardo al latte sono molti i miti da sfatare.

Esiste infatti: “una presunzione diffusa fra la gente e fra i medici che il latte sia un alimento importante, che sia addirittura indispensabile”. Ma l’esperto chiarisce che questo è vero solo per il latte materno. “È importantissimo, bisogna allattare i bambini. Ma una volta allattati i bambini non c’è bisogno di prendere latte da altri animali. Il latte è un alimento per far crescere e quindi è un alimento molto potente. Il latte di mucca naturalmente, che è il latte comune che noi consumiamo, deve far crescere di 200 kg un vitello in pochi mesi, e il latte di mamma deve far crescere in un anno un bambino di 6 o 7 kg. Il latte di mamma, infatti, è molto più povero di proteine del latte di mucca. Se noi diamo ai bambini del latte di mucca ne stimoliamo la crescita effettivamente”.

Tuttavia, occorre stare attenti al livello proteico fornito durante l’allattamento, soprattutto se si ricorre al latte artificiale. Come spiega Berrino: “L’eccesso di proteine nei bambini è una causa importante dell’obesità infantile: i bambini allattati artificialmente diventano più facilmente dei bambini obesi che i bambini allattati al seno, perché nel latte artificiale abbiamo messo più proteine che nel latte di mamma. Noi medici abbiamo pensato che il Padre Eterno si fosse sbagliato, che avesse messo troppo poche proteine nel latte di mamma, quindi ne abbiamo messo di più, abbiamo creato un disastro”.

A volte però il latte artificiale può anche salvare la vita del bambino, soprattutto in quei rari casi in cui la mamma non può allattare. Va bene dunque usarlo, ma il dottore consiglia di diluirlo di più rispetto a quanto è indicato, in modo che ci siano meno proteine nella stessa quantità, nello stesso volume di latte.

Per quanto riguarda i miti del latte, il primo da sfatare è legato all’effetto benefico sulle ossa. Ancora oggi, molti medici raccomandano alle donne, in particolare quelle verso l’età della menopausa, di consumare all’incirca mezzo litro di latte al giorno e mezzo etto di parmigiano, perché alimenti molto ricchi di calcio. Su questa presunzione c’è un grande investimento pubblicitario, ma Berrino ci aiuta a fare chiarezza.

“E invece no, il latte e il formaggio non fanno bene alle ossa. Nel nostro grande studio in cui seguiamo 500.000 persone che ci hanno dato delle informazioni, lo studio EPIC in Europa che si fa in 10 paesi europei, abbiamo visto che il rischio di frattura aumenta con l’assumo di carne, diminuisce con il consumo di verdure e non cambia niente con il consumo di latte e con il consumo di formaggi. Ci danno calcio, ma ce lo fanno anche perdere perché la ricchezza di proteine del latte e dei formaggi tende ad acidificare il nostro organismo e l’osso cede dei Sali di Calcio per tamponare questa acidità. Quindi per prevenire l’osteoporosi riduciamo la carne, aumentiamo le verdure. Non aumentiamo il latte e i formaggi”.

Un altro mito diffuso è che i ragazzi debbano mangiare molto latte. Nonostante sia difficile verificare queste cose, alcuni studi hanno ottenuto risultati interessanti. In particolare, l’esperto cita quelli condotti presso l’Università di Harvard che, da ormai 30 anni, stanno seguendo oltre 100.000 infermiere e altrettanti lavoratori maschi della Sanità. È stato chiesto loro quanto latte consumavano nell’adolescenza per stabilire il rischio di fratture, e hanno visto che non c’è nessun beneficio anzi, chi beveva più latte ha avuto addirittura più fratture.

Ulteriori conferme arrivano anche da uno studio svedese appena pubblicato, che segue 90.000 donne attraverso i programmi di screening mammografico per la diagnosi precoce dei tumori della mammella.

Anche in questo caso, i risultati e il questionario compilato, mostrano chiaramente che più latte si beve più ci sono fratture. “Per cui” – ribadisce il dottore – “il latte si può anche mangiare ma se piace, ma non perché sia utile a qualche cosa”.

Bisogna poi tenere presente che il latte di oggi è molto diverso dal latte di ieri. Prima le mucche venivano munte dopo che avevano fatto il vitello e ancora un po’ durante la gravidanza successiva. Si evitava però di mungerle nella seconda metà della gravidanza. “Una volta le mucche producevano 10 litri di latte al giorno, quelle buone, oggi, producono 50 litri” – Per non parlare di quelle trattate con l’ormone della crescita che possono arrivare a produrre 100 litri di latte – “Sono delle enormi mammelle che si ammalano: le mucche devono essere trattate con antibiotici e bevendo latte prendiamo antibiotici. Questo latte non ci fa bene”.

Il consiglio è dunque quello di mangiare ogni tanto un latte o un formaggio di provenienza da una mucca che abbia mangiato bene, per quanto sia difficile trovarla oggi.

Il dottor Berrino conclude con un accorato appello e un invito alla riflessione: “Ma chiediamoci che cosa stiamo mangiando, che cosa ci sta proponendo oggi l’industria dell’allevamento, l’industria del latte. Non è giusto trattare così le bestie e non è giusto trattare così gli uomini dandogli da mangiare del cibo così volgarmente deteriorato”.

Puoi guardare il video cliccando qui

Chi è Franco Berrino? – Franco Berrino è un epidemiologo di fama mondiale, già Direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Dal 2007 collabora con l’Associazione di Volontariato Lega Vita & Salute Onlus come direttore scientifico del mensile Vita & Salute. Insieme alla Dott.ssa Anna Villarini, biologa e ricercatrice dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, è responsabile scientifico del progetto Diana 5 progettato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sostenuto e finanziato dal Ministero della Salute attraverso i fondi del programma integrato per l’oncologia, dall’AIRC e dall’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno grazie all’8xmille donato all’Associazione di Volontariato Lega Vita e Salute Onlus.

Di cosa si occupa l’Associazione di Volontariato Lega Vita & Salute Onlus? – La Lega Vita & Salute si occupa di informare e sensibilizzare le persone sull’importanza di adottare una corretta alimentazione ed uno stile di vita sano, sull’assoluta necessità di smettere di fumare e di sottoporsi periodicamente a controlli. Tutti comportamenti, questi, volti a prevenire la nascita di tumori nel nostro organismo. Da sempre la Lega Vita & Salute può promuovere sul territorio, grazie ai fondi dell’8xmille della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, campagne di sensibilizzazione per smettere di fumare (Respira Libero), seminari sui cibi e l’alimentazione, check-up (Salute Expò) offerti alla cittadinanza in spazi al chiuso o al coperto.

L’8xmille della Chiesa Cristiana Avventista come sostiene la salute? – La Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno da sempre destina l’8xmille anche alla promozione e al sostegno della ricerca scientifica e delle campagne di sensibilizzazione per una sana alimentazione e per la prevenzione delle malattie. Grazie ai fondi dell’8×1000 che la Chiesa Cristiana Avventista ha donato all’Associazione di Volontariato Lega Vita e Salute Onlus è stato possibile realizzare e avviare progetti importanti, come Diana 5 e Diana Web, e tutti i programmi di sensibilizzazione che l’Associazione svolge sul territorio nazionale attraverso le sue se

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