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Il Marciapiede Didattico: A Scuola Di Empatia

Il marciapiede didattico: a scuola di empatia

Il marciapiede didattico è un progetto informativo-educativo per abbattere barriere fisiche e mentali nei confronti della diversità e della disabilità. Il progetto è nato a Firenze ed è sostenuto dalla Chiesa Avventista attraverso l’8×1000. In poco tempo ha raggiunto altre città italiane, arrivando anche a Cesenatico nella scuola secondaria di primo grado “Dante Arfelli”. La Preside, affascinata dal progetto, ha affermato che il percorso tra ottobre e dicembre 2017 coinvolgerà le restanti 31 classi della scuola.

Il marciapiede didattico si compone di 3 momenti principali. Nel primo viene chiesto ai ragazzi di camminare sopra al marciapiede ed evitare gli ostacoli. Nel secondo i ragazzi formano delle coppie e a turno provano a evitare gli stessi ostacoli di prima, questa volta però sulla sedia a rotelle, mentre il compagno la spinge cercando di guidarlo. Nel terzo momento si invertono i ruoli. Prima e dopo il percorso i ragazzi riflettono, insieme a una psicologa, sui tipi di barriere, sui tipi di disabilità, sul suo significato e su molto altro ancora.

Gli studenti, dopo aver provato in prima persona, percepiscono subito la difficoltà che una persona in sedia a rotelle è costretta ad affrontare ogni giorno.

Capiscono che ciò che loro considerano un piccolo ostacolo, diventa una barriera per chi è in sedia a rotelle. Diventano più sensibili nei loro confronti, più rispettosi e promettono di impegnarsi per rimuovere gli ostacoli fisici che metterebbero in difficoltà. In più manifestano il desiderio di abbattere le barriere mentali, i pregiudizi e le ingiustizie nei loro confronti.

“E’ bello mettersi nei panni degli altri e capire come si sentono nel fare delle cose che per me sono scontate” – afferma Carlotta, studentessa dell’istituto “Dante Arfelli” – “Ora so cosa posso fare per aiutare le persone in sedia a rotelle, non solo nel momento del bisogno, ma anche per evitare di creare ostacoli che possano impedirgli il passaggio sul marciapiede”. Mattia, nel momento della riflessione con la psicologa, aggiunge: “Non bisogna dare per scontate le cose, non sono sempre come sembrano”.

Le insegnanti degli alunni che hanno già partecipato al percorso sostengono che i ragazzi devono provare direttamente per capire: “le ore di lezione frontale in classe non posso sostituire l’esperienza in prima persona”.

Mirella, presidente di ADRA Romagna, afferma: “le persone in sedia a rotelle, come tutti noi, affrontano dei momenti nella vita che sono fuori dal loro controllo e questo ricorda ad alcuni di loro che non possono fare le cose come gli altri. Noi possiamo aiutarli a sentirsi amati, rispettati e importanti, eliminando le barriere che potrebbero separarci”.

Il marciapiede didattico permette di compiere un viaggio verso un territorio per molti sconosciuto e troppo spesso dimenticato. Un viaggio dove “i valori cristiani riprendono vita, dove disabilità è sinonimo di forza, di adattabilità e non di ostacolo”.

Debora Prati

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