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Piccoli Gesti…

Piccoli gesti…

Alcuni giorni fa di ritorno da Firenze dopo le lezioni del percorso Professione Fundraiser III edizione, che si tiene presso la sede dell’ente formativo IACB, riflettevo su quanto sia davvero fondamentale sensibilizzare la gente a rallentare i propri ritmi a beneficio della propria esistenza.

Infatti i cittadini di Firenze, e quanti si trovano lì da turisti, per lavoro o necessità, si trovano a vedere che tutto ogni giorno cambia, muta e si trasforma.

La fermata del pullman, il percorso dei mezzi pubblici, la città cambia la propria immagine così come l’umore di chi ogni giorno vive questi cambiamenti. Tutti dovremmo riscoprire uno stile di vita più tranquillo e pacato, attento a cose apparentemente piccole come, per esempio, la gentilezza. Ed è proprio a tale proposito che ho riflettuto su uno dei problemi dei nostri tempi: La mancanza di attenzione verso le persone.

Ero salito sul pullman e con difficoltà ho trovato un piccolo spazio dove poter stare in piedi e notavo che tanta gente era seduta e non faceva neanche caso a chi aveva di fianco; infatti, c’erano persone anziane che riuscivano a stare in piedi solo perché si appoggiavano a quello a lato o, in particolare, una donna in gravidanza che proteggeva la sua pancia dagli urti continui di chi si accalcava intorno a lei, non facendo attenzione.

In tutto questo scenario c’era pure chi, comodamente, restava seduto pur essendo giovane e abile, intento a scrivere con il proprio cellulare o con le cuffie ad ascoltare la propria musica, con lo sguardo basso non curante delle dinamiche che lo circondano. Mettendo così da parte ogni relazione, pur rimanendo “connessi” con il mondo intero grazie ad un palmare.

Vi è mai capitato che una persona in auto, lasciandovi la precedenza, accompagnasse il gesto con un sorriso? Vi è mai capitato che una persona vi ringraziasse per averle mantenuto aperto il portone, mentre trasportava delle buste della spesa? Vi è mai capitato di recarvi in un ufficio e la segretaria, anziché ignorarvi, vi abbia detto gentilmente “Mi dia solo un attimo…

Piccoli gesti, a volte scontati, possono rallegrarci la giornata o renderci certi momenti migliori, come un sorriso dato gratuitamente, un gesto di aiuto, di incoraggiamento, un cenno di ringraziamento, l’attenzione verso chi ci sta a fianco…

Non servono gesti eclatanti, ma bastano delle semplici ed immediate azioni per sconfiggere l’indifferenza e la solitudine e per accendere un raggio di speranza e di buonumore nelle persone che ci stanno attorno. Queste piccole regole, che tempi addietro facevano parte del buonsenso comune, di un buon esempio ricevuto, oggi vengono spesso calpestate. Il tutto potrebbe rientrare nel concetto più vasto di “educazione” o “buona educazione”, ma soprattutto nelle nuove generazioni questa rappresentazione mentale (e mi riferisco al concetto di educazione) viene a cadere in nome dell’indifferenza verso chi non si conosce, della velocità, del “voglio tutto e subito” e così via.

In questa società avremmo una convivenza migliore se ognuno di noi riuscisse a donare un sorriso gratuito almeno una volta al giorno. Si innescherebbe una spirale di gentilezza che romperebbe il grigiore delle nostre città frenetiche, creando gesti reciproci di attenzione, di rispetto e di aiuto nei confronti dell’altro e non lascerebbe cadere la nostra società nella voragine della solitudine e – come spesso accade – delle invidie, dei malumori e della violenza.

Avete mai sentito il proverbio “Chi semina un chicco di grano raccoglie un spiga”? Mio zio me lo ripete sempre e credo sia vero. Un piccolo gesto diventa importante, autentico e grande, tanto per chi lo riceve, quanto per chi lo dona.

In questo periodo possiamo seminare quel “chicco” di grano con il semplice gesto di una firma, della scelta responsabile di destinare il 5×1000 e l’8×1000 alla Chiesa Avventista perché saprà far maturare quel piccolo seme trasformandolo in una “spiga”, carica di frutto da donare a chi ne ha bisogno.

Concludo con una poesia che ho letto qualche giorno fa in un quadretto attaccato alla parete di un ufficio, dove spesso ci si ritrova a litigare per la fila non rispettata o per un‘informazione ricevuta non esatta, o semplicemente un luogo dove ci si va per sbrigare delle cose importanti e non si ha mai tempo per gli altri.

Il valore di un sorriso – P. Faber

Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno
né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
rinnova il coraggio nelle prove,
e nella tristezza è medicina.
E poi se incontri chi non te lo offre,
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo.

Santo Ciuro

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