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Scoutismo E Integrazione

Scoutismo e integrazione

Chi ha lavorato con bambini e ragazzi sa quanto è gratificante e quanto è arricchente il proprio impegno. Sa anche quanto è difficile trovare le chiavi giuste per arrivare a loro, fornendogli qualcosa che possa accompagnarli nella crescita, e che non gli dia solo un divertimento momentaneo o fine a se stesso.

Lo scoutismo funziona ancora. Lo garantiscono i volontari del club AISA di Palermo. L’idea di Baden Powell, adattata ai tempi e ai luoghi, affascina ancora i ragazzi. Li coinvolge, li spinge all’impegno e insegna loro a diventare grandi, tappa per tappa. A Palermo il club AISA ha anche una specifica importante, quella di mettere insieme bambini e ragazzi di provenienza diversa, non solo sociale, ma soprattutto geografica.

Come co direttrice e ideatrice del progetto di integrazione vi assicuro che, soprattutto all’inizio, è stato molto difficile insegnare a bambini, così diversi e dalla cultura così lontana, cosa sia lo scoutismo, le sue regole di convivenza, di rispetto, di tempi e luoghi stabiliti, di servizio e non solo di gioco.

Il rispetto delle regole è uno dei principi su cui abbiamo lavorato di più. Su cui ancora lavoriamo con i “veterani” che stanno crescendo, ma anche e soprattutto con i nuovi scouts.

Già perché il progetto va avanti ormai da tre anni. Ogni anno, arrivano nuovi ragazzi per il normale ricambio generazionale e per l’imponente flusso migratorio.

L’AISA per me, ma anche per i ragazzi e gli altri animatori, è uno strumento di integrazione vera, quella buona, quella che non appiattisce ma arricchisce, che non accosta le culture diverse ma favorisce la crescita, che crea una comunità piena di risorse. Il sabato pomeriggio, più che durante la settimana a scuola, i ragazzi vivono il sentimento della fratellanza e del cameratismo, che non si sofferma sul colore della pelle o sulla lingua in cui si pensa o si parla. I ragazzi trovano scopi comuni, problemi e desideri universali. Imparano a comprendere le normali differenze non come un problema, ma come una scoperta dell’altro.

L’8×1000 della Chiesa Avventista ci ha sostenuto, consentendo ai ragazzi in difficoltà di avere l’equipaggiamento indispensabile per intraprendere un percorso scoutistico fatto di riflessione, sport e natura. Gli animatori hanno potuto avere strumenti importanti per il loro difficile lavoro. Le famiglie hanno sentito di non essere sole nell’importante compito di favorire una crescita armonica dei propri figli.

Serafina Riccobono

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