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L’usura, Se Ti Educhi La Eviti. Parola Di Avventisti

L’usura, se ti educhi la eviti. Parola di avventisti

BUONE PRASSI
La voce del presidente, Franco Evangelisti. I progetti futuri in città del pastore Daniele La Mantia.

La campagna della Fondazione Adventum arrivata a Parma con uno spettacolo “Niente per niente. Storie sospese tra indebitamento e usura” è lo spettacolo teatrale proposto il 14 e il 15 marzo al Workout Pasubio dalla Fondazione Adventum, emanazione dell’Unione delle Chiese avventiste del settimo giorno, in collaborazione con la Chiesa avventista di Parma. Una serata aperta a tutti, alla quale hanno partecipato il prefetto, Giuseppe Forlani, e il sindaco, Federico Pizzarotti, e una matinèe che ha avuto come spettatori studenti del Liceo “A. Sanvitale” e dell’Ipsia “P. Levi”.

Il titolo dello spettacolo scritto da Francesco Randazzo e diretto da Giusi Cataldo sintetizza l’esito di una delle situazioni rappresentate, costruite su fatti reali: chi credeva di avere trovato una soluzione al proprio problema finanziario grazie a una persona ritenuta affidabile, scopre che questa, in realtà, vi ha lucrato, ed è divenuta il suo usuraio. Sul palco scorrono diverse storie, le cifre del fenomeno e i suicidi derivati. Ne abbiamo parlato con il presidente della Fondazione Adventum, pastore Franco Evangelisti ( nella foto). «Adventum è nata nel 1995 a Roma per iniziativa della Chiesa avventista e si occupa di sovraindebitamento, c’è poi un Ambulatorio antiusura, nato nello stesso ambito ma indipendente, che si occupa di usura e in cui diversi avvocati prestano volontariamente servizio per aiutare le vittime ad uscirne. Se la persona accetta di denunciare può essere aiutata dallo Stato. Diversamente, può solo restituire il debito, che spesso significa dare all’usuraio l’obiettivo che si era prefissato, che in realtà non era la somma prestata ma la casa, il negozio, l’azienda. La maggior parte degli usurai aspira a questo e, piano piano, si prende tutto». Tra sovraindebitamento e usura il confine può essere labile.

«Capita che non si riesca a pagare debiti contratti con le banche, a volte con amici e parenti. Quando tra i creditori c’è qualcuno che strilla, se non si conosce il fenomeno, si rischia di finire tra le mani di un usuraio che, come si vede nella rappresentazione, risolve il problema dalla sera alla mattina. La persona si sente sollevata ma, in realtà, la sua situazione peggiora e si innesca un meccanismo terribile». 

Quindi l’informazione è importante… «Sì, e anche l’educazione alla gestione del denaro e alla pazienza. Se non ho pazienza e tutto ciò che vedo lo voglio è facile che cada in queste difficoltà. Poi c’è sicuramente il problema della malattia o della perdita del lavoro, però anche in questo caso quando faccio i miei debiti mi devo rendere conto che sto rischiando. Come quando in banca ci dicono “investi qui perché c’è un guadagno molto alto”. Dovrebbero dire anche che a un guadagno alto corrisponde un rischio molto alto. Nel prestito è la stessa cosa. Quando prendo troppo vuol dire che se qualcosa va male, e a volte basta poco, rischio di andare completamente fuori. Ci sono molte persone che stanno perdendo la casa, la tranquillità, gli affetti».

Con l’otto per mille della Chiesa avventista, la Fondazione ha realizzato la campagna “Solo se puoi”, di cui fa parte lo spettacolo, di grande impatto emotivo, un quaderno per la gestione del bilancio familiare e il sito solosepuoi. ottopermilleavventisti.it «Invitiamo le persone a capire e a scegliere. Non siamo gli unici a farlo, ci sono tante altre realtà, però crediamo che ce ne sia molto bisogno e quindi lo facciamo». La campagna rientra nell’impegno sociale della Chiesa: «Come siamo sensibili nei confronti dell’alimentazione, cerchiamo di esserlo anche verso l’uso del denaro. Restituendo la decima e facendo le offerte in maniera abbastanza sistematica siamo invitati a gestire bene i soldi. Anche ai nostri bambini insegniamo che quando riceviamo del denaro prima di tutto ne mettiamo da parte una cifra che è quella da restituire a Dio, destinata al sostentamento della chiesa che secondo noi non deve dipendere da estranei. Questo ci permette di cominciare a ragionare su quanto rimane. Se io ho mille e ne tolgo il 10 per cento ho subito la sensazione, reale, che ne ho meno, e quindi devo ragionare su ciò che mi resta per usarlo bene. L’obiettivo è evitare le spese superflue e non ragionate; ovviamente anche noi sbagliamo. Questo ambito fa parte degli aspetti pratici che la fede ci insegna. Anche il denaro è una cosa buona se controllata. E’ una questione di salute e igiene mentale».

Soddisfatto dell’esito dell’iniziativa è il pastore avventista di Parma, Daniele La Mantia , che ha trovato nel Workout Pasubio un valore aggiunto per la sua valenza sociale. L’iniziativa avrà un seguito, spiega: «La rappresentazione è stata molto gradita, gli studenti l’hanno seguita attentamente ed è nostra intenzione, riprenderla l’anno prossimo nelle scuole. Abbiamo apprezzato la partecipazione delle autorità, purtroppo non era presente il vescovo per impegni ecclesiastici. Collaboreremo con il Comune per organizzare incontri di formazione sull’uso del denaro per operatori del settore pubblico. Come Chiesa vorremmo aprire un ambulatorio antiusura magari in rete con chi opera nel sociale».
L. C.

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