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Intervista ai volontari Angolo dell’Amicizia

Parliamo di volontariato e dell’esperienza Angolo dell’Amicizia, riportando le testimonianze del dono di Sefora, Loredana, Sara e Andrea.

  • Cosa ti spinge a fare volontariato?

Sefora: Credo sia una propensione caratteriale che ho nel pensare e fare più per gli altri che per me stessa.
Loredana: I motivi sono molteplici, ma sopra ogni altro, quello che più mi spinge ad adoperarmi nel volontariato è senza dubbio l’amore per il prossimo.
Sara: Penso di vivere parecchi privilegi che altri non hanno, fede compresa. Così ciò che mi spinge a fare volontariato è il poter contribuire al benessere di una persona e portare un messaggio di speranza e salvezza.
Andrea: Sicuramente il desiderio di fare qualcosa per gli altri. Sono consapevole delle difficoltà che oggigiorno si vivono e le necessità sono sempre maggiori. Se posso fare qualcosa, desidero farlo.

  • Quanto tempo dedichi al volontariato?

Se: In realtà non molto, mi piacerebbe fare di più ma quello che faccio o non faccio è dato dalle possibilità che ho adesso, che non dipendono esclusivamente da me stessa.
Lo: Trovare del tempo oggigiorno non è facile, la vita tende a essere frenetica e le giornate non bastano mai. Nonostante questo dedico tutto quel tempo che posso dopo i miei impegni lavorativi e familiari.
Sa: Fino a poco tempo fa dedicavo il tempo che potevo, non molto in realtà. Adesso sto concedendo il 50% del mio tempo non avendo più un lavoro. Diciamo che nell’inconveniente dell’essere disoccupata, trovo la benedizione di poter fare quanto vorrei davvero.
An: Circa 4/8 ore ogni due settimane.

  • Quanto incide la tua fede nel volontariato?

Se: Sinceramente non mi sento di avere una fede spassionata a tal punto da dire che quello che faccio è solo o soprattutto perché spinta dalla fede, credo quindi che se fossi più legata a Dio, data la mia propensione naturale ad aiutare altri, probabilmente potrei fare molto di più.
Lo: Non posso nascondere che la mia fede incide davvero tanto nel volontariato, potrei dire che è la colonna portante, così come lo è per ogni cosa nella mia vita.
Sa: Volontariato e fede per me vanno a braccetto, sono la stessa cosa. La fede è la motivazione stesse oltre una guida.
An: Sicuramente la fede influisce in maniera positiva, dando quella marcia in più che forse, penso io, può concedere aspetti altrimenti inesistenti.

  • Se non avessi la fede, faresti ugualmente il volontario e se sì, in ambiti diversi o gli stessi?

Se: Sono nata e cresciuta nella Chiesa Avventista, quindi in un certo senso ho vissuto circondata da persone che si adoperavano per aiutare altri. Già da piccola sono stata indirizzata verso il volontariato. Sicuramente crescendo e raggiungendo certe maturità sono arrivata a capire da sola l’importanza del volontariato e perché farlo. Probabilmente senza quel minimo di fede che presumo di avere non avrei fatto volontariato o lo avrei fatto in ambiti diversi, più “comuni”.
Lo: In via del tutto ipotetica ovviamente, penso che farei comunque volontariato, di mio sono una persona di buon cuore. Probabilmente negli stessi ambiti, ma forse potrei anche considerarne altri.
Sa: Immagino che lo farei comunque, proprio per ciò che ho detto nella prima domanda. Credo che mi sarei dedicata agli stessi ambiti e anche in altri.
An: Non saprei dare una risposta precisa, dipende, come potrebbe essere sì o no. Gli ambiti sarebbero gli stessi.

  • Cosa pensi di dare e ricevere nel farlo?

Se: Dare non lo so…spero di dare! So solo che nel farlo mi sento bene e con l’umore più “positivo”.
Lo: Dare quello che ho ricevuto. Ricevo quasi sempre quello che ho dato. Può sembrare un gioco di parole, ma sono convinta che ogni volta che diamo qualcosa di noi ci sia sempre un ritorno.
Sa: Penso di dare un po’ del mio tempo, tutto qui. Però sono certa di ricevere molto dalle persone e dalle esperienze. Sono momenti di crescita personale per me.
An: Sicuramente nel dare si riceve moltissimo. Credo che sia molto importante creare amicizia, donare un sorriso, incoraggiare; oltre le svariate attività che programmiamo e mettiamo a disposizione di tutti.

  • Quanto reputi importante quello che state facendo con il progetto L’Angolo dell’Amicizia ?

Se: Non riesco a dire se sia molto, poco o abbastanza importante ma so che diverse persone hanno conosciuto o si sono avvicinate a Dio, e credo che questo sia più che sufficiente per andare avanti e non mollare, anche se magari tali persone non sono molte come si potrebbe sperare…credo che la cosa più importante sia il fatto che queste persone si siano avvicinate e abbiano cominciato a mostrare interesse per Dio.
Lo: Penso che sia tanto importante, il volontariato è di per sé importante per il bene comune di una società. Oggi più che mai. Penso anche che si potrebbe fare di più.
Sa: Trovo che sia molto importante per soddisfare alcuni bisogni della realtà locale, nonché quelli insiti nelle persone. Mi spiego meglio. Spesso ci sono persone interessate che vengono per delle attività, dei programmi, ma poi si rivelano persone che hanno necessità diverse, più profonde e intime. Angolo dell’Amicizia è importante per questo, da più di quanto sembri.
An: Penso che sia molto importante in primis per noi volontari e di conseguenza per tutto quello che vogliamo donare e mettere a disposizione del prossimo. Dare è sempre importante, farlo con un progetto e con organizzazione ne migliora e amplifica la qualità.

  • Senza questo progetto, pensi si potesse fare altrettanto lavoro nella città di Pescara?

Se: Già in passato la nostra chiesa ha fatto progetti su Pescara per evangelizzare, ma credo che non sia mai riuscita a fare quello che si sta facendo adesso. Ora le persone che ci conoscono hanno un punto di riferimento, c’è continuità nei programmi, c’è sicuramente maggiore visibilità e le persone che ci conoscono sanno dove trovarci e non devono aspettare un nostro invito o un programma sporadico. Le persone che non ci conoscono passando davanti al locale possono essere attratte dalle attività o dalle locandine, avvicinandosi spontaneamente perché incuriosite. Quindi credo che grazie a questo progetto si sia aperta una possibilità diversa e migliore sulla città di Pescara rispetto alle precedenti.
Lo: Io credo nel progetto Angolo dell’Amicizia e questo penso che sia molto importante per poter impegnarsi nel lavorare per il bene degli altri. In altri campi non so se sarebbe l’ho stesso. Perché credo che sia molto importante lo scopo ovvero l’obbiettivo.
Sa: Si può fare molto per aiutare gli altri ma seguire un progetto permette un lavoro di squadra e una migliore organizzazione. Quindi potrei dire che forse non è indispensabile, ma sicuramente migliora qualunque aspetto del volontariato e dell’evangelizzazione.
An: Sinceramente nei tempi odierni vedo difficile “lavorare” diversamente. Il sostegno esterno, così come quello interno, cooperano al bene di molti. Senza un progetto si rischia di disperdere quello che si fa lavorando il doppio.

Angolo dell’Amicizia è un progetto di evangelizzazione su Pescara sostenuto dalla Chiesa Avventista di Scafa, dall’8×1000 della Chiesa Avventista Italiana e dalla Global Mission

Roberto Camperchioli

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