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Volontario Per La Vita

Volontario per la vita

Cosa ti porti a casa dopo ogni incontro Aisa? Questa la prima domanda che rivolgo ad Enock Mensah Boampong, co direttore della sede Aisa di Palermo. Sorridendo lui mi risponde: “stanchezza e felicità. A volte mi soffermo a pensare e mi rendo conto che Dio si rivela tramite i ragazzi. Mi ricordo ancora quando durante un pernottamento, Lina, ragazzina down di 6 anni, invitò tutti noi animatori ad inginocchiarci davanti al suo sacco a pelo per pregare Dio prima di mettersi a dormire. Diventare un volontario ed aiutare questi ragazzi, mi ha avvicinato ancora di più a Dio”.

Enock ci spiega che il club Aisa di Palermo è formato da circa quaranta ragazzini. Tutti tra i 6 e i 16 anni, e di diversa provenienza geografica.

Molti di loro sono appena arrivati dal loro paese di origine, mentre altri, soprattutto i più piccoli, vivono delle situazioni problematiche. Alcune di queste legate alla difficoltà che i genitori, i quali non hanno ancora appreso l’italiano, hanno nel guidare i figli all’interno delle istituzioni locali, non solo educative ma anche sanitarie.

Cosa ami di più della tua attività con questi bambini?Ciò che più mi piace della mia vita da volontario è riuscire ad essere d’aiuto a questi ragazzi. Oltre alle varie attività scoutistiche, riusciamo ad aiutarli nei bisogni concreti della loro vita, come quando siamo riusciti a capire che Antonino aveva bisogno di mettere gli occhiali”.

Quanto gli aiuti esterni sono importanti nella vostra attività?Grazie al sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Avventista siamo riusciti a fornire ai ragazzi in difficoltà del nostro club l’equipaggiamento indispensabile per le attività scoutistiche, senza il quale sarebbe stato impossibile per molti vivere l’esperienza del congresso regionale”.

Perché hai scelto di dedicare una parte importante della tua vita al volontariato?Ho deciso di diventare volontario per servire Dio. Per aiutare i bambini ed i ragazzi nel loro percorso di crescita sociale e spirituale. Per crescere insieme a loro nella conoscenza del nostro Padre Celeste”.

Serafina Riccobono

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