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Vuoi Venire A Pranzo Con Noi?

Vuoi venire a pranzo con noi?

Giovanni è, da 35 anni, un volontario ADRA Italia. Dona il suo aiuto a tanti progetti, tra i quali “Pranzassieme”, sostenuto dall’8×1000 della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.

Pranzassieme” si è sviluppato dal desiderio di alcuni volontari, tra cui Giovanni, di combattere la solitudine partendo dal loro quartiere. Il progetto è nato 6 anni fa da una lettura del territorio che riportava un’elevata quantità di persone sole – che c’erano e ci sono ancora – tra cui molti anziani che hanno perso la moglie o il marito. Da qui è nata l’idea di invitarle nei locali della Chiesa Avventista di Cesena per passare un momento insieme, in questo caso quello del pranzo: un pretesto per fargli vivere momenti di convivialità, per farli uscire di casa, per fraternizzare con le persone.

Pranzo-anziani-pranzassiemePrima di iniziare il progetto, c’erano stati dubbi sulle risposte che una proposta di questo genere avrebbe potuto ottenere: il timore era quello che non si sarebbe presentato nessuno. Dopo il secondo anno, i volontari si sono accorti che gli anziani del quartiere partecipavano volentieri. Il passaparola ha finito per allargare la cerchia di chi pranzava assieme il mercoledì e questo potente mezzo di comunicazione aveva funzionato perché le persone si sono trovate bene e sono ritornate, coinvolgendo anche vicini, amici e parenti. Un aspetto molto bello, racconta Giovanni, è che gli invitati si vestono “a festa” perché per loro è un momento importante e speciale della settimana, un incontro al quale non possono mancare.

La cosa per me più bella – commenta Giovanni – è quella di sapere che gli anziani sono felici nell’uscire di casa, che hanno qualcuno che li accolga, che li ascolti, che ascolti i loro problemi, gli acciacchi e, da parte mia, sapere di riuscire a dare una risposta che possa aiutare una persona che non saprebbe con chi colloquiare in quel momento, penso che sia significativo e gratificante”.Pranzassieme_Giovanni-volontario-ADRA

È un’esperienza che Giovanni consiglierebbe, se ci fossero le forze e le energie, anche in altre sedi ADRA Italia. A Cesena, come sostiene, hanno la fortuna di avere una quindicina di volontari che si sono prestati, si sono messi in gioco anche con fatica, perché chi è in cucina dedica cinque o sei ore del mercoledì per la realizzazione del progetto e non solo: c’è da fare la spesa, da preparare il pasto e, quando le persone che partecipano sono anche 60/80, tra ospiti e volontari, le cose da fare non mancano. L’impegno c’è ed è presente un gruppo di volontari che ha risposto alla richiesta di bisogno, per generosità d’animo e per aderenza ai principi della loro chiesa.

Dopo il pranzo c’è un momento per l’informazione: medici, infermieri, psicologi, politici, molto brevemente parlano di un argomento che possa interessare i partecipanti, dando loro consigli utili.

Per pubblicizzare l’iniziativa qualche volta esce un articolo sul giornale, soprattutto quando partecipano ospiti importanti, ma la carta vincente è stato il passaparola grazie al quale ora non frequentano solo persone del quartiere, alcuni vengono addirittura dall’altra parte della città, facendo anche 6/7 chilometri con il freddo, il nevischio, pioggia, vento. Ormai è diventato un appuntamento fisso, irrinunciabile per alcuni.

I volontari non indossano le magliette perché non hanno bisogno di distinguersi: l’idea è quella di essere amici degli anziani che partecipano al progetto, non li incontrano per la prima volta e non hanno bisogno di essere identificati attraverso la maglietta o il badge. È sorprendente vedere come i volontari conoscano i nomi di ogni persona che si reca nei locali della Chiesa di Cesena per il pranzo, gli anziani sono molto contenti di questo, si sentono a casa.

I progetti che si svolgono a Cesena grazie ad una parte dei proventi dell’8×1000 della Chiesa Avventista non finiscono qui: la festa solidale è un appuntamento fisso che si ripete alla fine di agosto; inizi di settembre, il doposcuola dove ADRA ha una parte attiva; la bottega del dono che è un mercatino della solidarietà aperto quattro volte alla settimana per raccogliere fondi da mandare per i progetti di cooperazione allo sviluppo in Africa, in collaborazione con Reach Italia.

Chi pranzassieme si saluta dandosi appuntamento a “mercoledì prossimo”. L’amicizia è un’arma potente contro la solitudine: Giovanni e gli altri volontari l’hanno capito molto bene.

Debora Prati

Scarica la cartolina del progetto. Puoi stamparla o condividerla con i tuoi amici.

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