skip to Main Content
ALZHEIMER, LE NOVITÀ DI CURA

ALZHEIMER, LE NOVITÀ DI CURA

L’epidemiologo di fama mondiale Franco Berrino, già Direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e dal 2007 direttore scientifico della rivista Vita & Salute, ha realizzato per l’Associazione di Volontariato Lega Vita & Salute Onlus, un ciclo di video incontri dal titolo “La via della salute”. Nelle 11 tappe di questo percorso verso la consapevolezza che uno stile di vita sano contribuisce al raggiungimento del benessere fisico e spirituale, il dottore affronta diversi temi come l’Alzheimer, la dieta per i malati di tumore, le diete vegetariane, il progetto DIANA e così via. Ogni video incontro sarà un’opportunità di riflessione su tematiche diverse e su quanto la nostra alimentazione possa aiutarci nella cura e nella prevenzione delle malattie.

Nel primo appuntamento dal titolo “Alzheimer, le novità di cura”, il Dottor Berrino parla delle demenze, in particolare quelle degli anziani, che sono oggi uno dei principali problemi di sanità pubblica e anche uno dei principali problemi sociali in quanto rappresentano una sofferenza enorme per le famiglie ed un peso economico rilevante. Come spiega l’epidemiologo: “Al di sopra degli 80 anni una persona su 3 è demente. E i farmaci che sono stati inventati finora sostanzialmente non funzionano, non migliorano il quadro. Quando si è sviluppata in particolare la demenza di Alzheimer, che rappresenta circa il 70-80% delle demenze nelle nostre popolazioni, non c’è più niente da fare se non assistere le persone malate per farle stare nel modo migliore possibile. Dietro questo c’è un business impressionante delle case di assistenza, delle cosiddette RSA”.

Ma allora non c’è nessun rimedio per combattere questa malattia? Nessun modo per prevenirla? Secondo il dottor Berrino si, e molto dipende anche da noi. Ci sono, infatti, tanti studi che mostrano come il nostro modo di vivere influenza il rischio di ammalarsi. Tra i fattori più importanti e dimostrati, ci sono il diabete e la sindrome metabolica (SM). “I diabetici si ammalano di più di Alzheimer. Hanno un 50% di rischio in più. Quindi il diabete deve essere ben curato ma deve essere soprattutto prevenuto e, modificando la nostra alimentazione possiamo far regredire il diabete.”

La SM è una condizione pre-diabetica ed è associata a tutte le malattie croniche che affliggono i popoli più ricchi del mondo. Il dottor Berrino spiega che si può parlare di sindrome metabolica, se sono presenti tre dei seguenti fattori: adiposità addominale, ipertensione, glicemia elevata, dislipidemia, alterazione trigliceridi e colesterolo. Prosegue poi dicendo che le persone con sindrome metabolica in età media, ma soprattutto con obesità addominale, rischiano di sviluppare l’Alzheimer in età anziana e cita uno studio effettuato in America: “Un grande studio fatto in California ha seguito per oltre 30 anni migliaia e migliaia di persone che avevano partecipato a programmi di screening multifasici. Tra questi esami facevano anche uno particolare, in cui si misurava quanto sporgeva la pancia quando la persona era sdraiata sul lettino. E bene, il quarto delle persone che avevano la pancia più sporgente si è ammalato due/tre volte di più di Alzheimer rispetto al quarto delle persone che avevano la pancia che sporgeva meno sul lettino”.

Bisogna quindi prevenire l’obesità addominale, non dimenticando però che ci sono anche altri fattori che possono favorire lo sviluppo della malattia, come ad esempio la vita sedentaria : “Numerosi studi hanno mostrato che chi fa attività fisica nel corso della vita si ammala meno di Alzheimer. L’altro fattore è l’attività intellettuale: chi ha un’attività intellettuale vivace si ammala meno. Le persone con scolarità elevata si ammalano meno rispetto alle persone che non hanno istruzione e che spesso si avviano nella loro vita ad abbandonarsi, ad essere passivi seduti davanti ad un televisore piuttosto che continuare a ragionare e pensare attivamente”.

Un altro fattore che favorisce l’Alzheimer è la depressione, ma anche in questo caso il Dottor Berrino sottolinea che si può curare e si può prevenire assistendo una persona depressa attraverso il cibo che mangia. Fondamentalmente bisogna lavorare per tenere bassa la glicemia e per evitare la pressione alta, perché le persone, sia uomini sia donne, che hanno la pressione alta in età media (40-50anni) si ammalano di più di questa malattia.

Berrino chiarisce che: “Tutte queste condizioni sono prevenibili con l’attività fisica, con una dieta che privilegi i cereali integrali, i legumi, le verdure, la frutta, rispetto a quello che ci propone oggi la ristorazione e l’industria alimentare, cioè cereali raffinati, zuccheri e grassi spesso di cattiva qualità”.

Si può quindi prevenire l’Alzheimer e bisogna prenderlo come impegno personale. “Il regalo migliore che possiamo fare ai nostri figli” – conclude il dottore – “è di non ammalarci di Alzheimer, perché per loro sarebbe terribile occuparsi della nostra fine di vita”.

Puoi guardare il video cliccando qui

Chi è Franco Berrino? – Franco Berrino è un epidemiologo di fama mondiale, già Direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Dal 2007 collabora con l’Associazione di Volontariato Lega Vita & Salute Onlus come direttore scientifico del mensile Vita & Salute. Insieme alla Dott.ssa Anna Villarini, biologa e ricercatrice dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, è responsabile scientifico del progetto Diana 5 progettato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sostenuto e finanziato dal Ministero della Salute attraverso i fondi del programma integrato per l’oncologia, dall’AIRC e dall’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno grazie all’8xmille donato all’Associazione di Volontariato Lega Vita e Salute Onlus.

Di cosa si occupa l’Associazione di Volontariato Lega Vita & Salute Onlus? – La Lega Vita & Salute si occupa di informare e sensibilizzare le persone sull’importanza di adottare una corretta alimentazione ed uno stile di vita sano, sull’assoluta necessità di smettere di fumare e di sottoporsi periodicamente a controlli. Tutti comportamenti, questi, volti a prevenire la nascita di tumori nel nostro organismo. Da sempre la Lega Vita & Salute può promuovere sul territorio, grazie ai fondi dell’8xmille della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, campagne di sensibilizzazione per smettere di fumare (Respira Libero), seminari sui cibi e l’alimentazione, check-up (Salute Expò) offerti alla cittadinanza in spazi al chiuso o al coperto.

L’8xmille della Chiesa Cristiana Avventista come sostiene la salute? – La Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno da sempre destina l’8xmille anche alla promozione e al sostegno della ricerca scientifica e delle campagne di sensibilizzazione per una sana alimentazione e per la prevenzione delle malattie. Grazie ai fondi dell’8×1000, che la Chiesa Cristiana Avventista ha donato all’Associazione di Volontariato Lega Vita e Salute Onlus, è stato possibile realizzare e avviare progetti importanti, come Diana 5 e Diana Web, e tutti i programmi di sensibilizzazione che l’Associazione svolge sul territorio nazionale attraverso le sue sedi locali.

This Post Has 2 Comments
    1. Hi Boris. Unfortunately not because Dr. Berrino isn’t directly involved in Alzheimer’s patients, but he studies how the way we live affects the risk of getting sick.
      Regards

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Back To Top
×Close search
Cerca