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DIRE NO ALLA CRIMINALITA’. ANCHE A CASTEL VOLTURNO

DIRE NO ALLA CRIMINALITA’. ANCHE A CASTEL VOLTURNO

In certi luoghi difficili, in cui complesse situazioni sociali, problematiche vecchie di decenni e nuove emergenze vanno incontrandosi, il rischio più grande è che l’emarginazione possa diventare terreno fertile per la criminalità.

Rischio che a Castel Volturno è purtroppo triste realtà. Da tempo la Chiesa Cristiana Avventista opera in questa regione con progetti finalizzati ad intervenire su questa problematica. (Castel Volturno – Metti in moto la speranza)

Oggi si vuole fare ancora di più. Grazie ai fondi dell’8xmille nasce il progetto KARIBU, gestito da ADRA Italia (Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso). Progetto destinato a stranieri e persone emarginate per evitare che diventino nuova manodopera per la Camorra.

Si sta lavorando alla realizzazione di un centro di servizi e accoglienza per migranti. Le attività̀ si svolgeranno all’interno di un bene confiscato alla Camorra, per renderlo un luogo di incontro, accoglienza, formazione professionale e di integrazione sociale per il territorio.

Il progetto nasce con l’intento di creare un Centro Servizi a disposizione degli immigrati che vivono nel comune di Castel Volturno che al giorno d’oggi si presenta con un forte deficit nello svolgimento regolare dei servizi pubblici, servizi al cittadino e del lavoro. Queste persone, già arrivate in Italia in condizioni difficili, si trovano a vivere in condizioni fortemente svantaggiate, alloggiate in case sovraffollate pagando un caro affitto mensile in cambio di pochissimi servizi. Difficilmente queste persone riescono ad ottenere un lavoro regolare, il riconoscimento dei loro diritti, la possibilità di ottenere un di permesso di soggiorno e spesso non sanno a chi rivolgersi in caso di necessità. Inoltre in questo territorio c’è la forte presenza della Camorra che con i suoi interessi economici e politici controlla fortemente il funzionamento dei servizi pubblici e privati impedendo il regolare svolgimento degli apparati comunali. L’insieme di tutte queste problematiche territoriali è la base su cui facilmente si sviluppano atti di violenza, vandalismo e traffici illeciti che prosperano in un ambiente abbandonato e non strutturato. Si ritiene quindi importante intervenire in loco per poter dare supporto a persone e famiglie che necessitano di aiuti per uscire da questo contesto deprivato, intraprendere un processo di integrazione e sviluppo personale e individuare funzioni, attività e tipologie di servizi operanti nel contesto che fungano da “supporto” e “accompagnamento” per il soggetto durante l’intero arco di vita.

Il nuovo Centro Servizi vuole la sua sede su un bene confiscato alla Camorra, lasciato abbandonato per anni dopo il sequestro e che si vuole ristrutturare per poterlo riutilizzare a scopo sociale. L’immobile è una villetta situata sulla S.S. Domitiana in un punto di transito e facilmente raggiungibile dai mezzi di trasporto pubblici, che si sviluppa su due piani, con seminterrato e piccolo giardino esterno.

Il progetto si chiama KARIBU. Nella lingua Swahili la parola “karibu” significa “benvenuto” e proprio per questo si è scelto questo termine africano per un progetto che mira all’accoglienza dei migranti stranieri in Italia. Si usa “Benvenuto” quando qualcuno arriva ed è una forma cordiale di incontro con il nuovo arrivato da parte di chi già è presente in un certo luogo.

Per noi “benvenuto” non è solo un saluto, non si ferma a una prima accoglienza, ma è offrire ospitalità, sostegno e aiuto con l’intento di non fare rimanere queste persone solo come ospiti nel nostro paese, ma offrire occasioni per far si che si possano sentire sempre più integrati nella società in cui si trovano a vivere. “Karibu” significa accogliere le persone con tutta la loro storia e bagaglio culturale e partire proprio da queste caratteristiche individuali per cercare di trovare un percorso personalizzato di sviluppo e integrazione nel territorio.

 

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