Il Centro di Speranza di Palermo è in fermento per la programmazione di nuove attività.

Il direttore Daniele Cavallo lo racconta: “I progetti in cantiere seguono apparentemente due direzioni, una rivolta al sostegno dell’infanzia e una, per noi più tradizionale, indirizzata ad alleviare i disagi dell’indigenza. Dico apparentemente perché in entrambi i campi, al di là delle specifiche dei progetti, cerchiamo di curare il male dell’esclusione e dell’emarginazione, piaghe sottovalutate nelle nostre grandi città, ma che causano a loro volta molti dei disagi più appariscenti, di cui poi cerchiamo una cura sintomatica. I nostri interventi prevedono il doposcuola per bambini indigenti e stranieri, attività estive che tolgano i bambini dalla strada “cattiva consigliera”, corsi di italiano per stranieri, pasti condivisi per e con le famiglie con gravi difficoltà economiche o con individui soli, servizi igienici e biancheria pulita per i senzatetto della città”.
Come avete scelto i campi d’azione?

C: “Scegliere dove destinare le nostre energie e le nostre risorse non è mai facile, perché ogni volte che ci rivolgiamo a un certo tipo di utenza, inevitabilmente ci sentiamo di trascurarne un’altra. Ci siamo chiesti dove potevamo essere più incisivi e dove le peculiarità del nostro centro potessero dare risultati migliori. Tra i nostri punti di forza c’è sicuramente la nostra vicinanza alla comunità religiosa avventista, capace di accogliere tutti con rispetto e spirito cristiano. Ecco perché ci siamo rivolti verso gli stranieri e gli emarginati”.
Quali sono i risultati attesi?

C: “Ci aspettiamo di riuscire a incidere in modo netto nelle vite non solo dei bambini, che attraverso un sostegno scolastico possono sentirsi maggiormente integrati con i loro compagni di scuola, ma anche nelle dinamiche familiari, alleggerendo i genitori dal compito di seguire i figli in un percorso scolastico. Altrettanto incisivi speriamo di essere nella vita degli adulti, a cui ci rivolgiamo direttamente, dando strumenti di integrazione e un contesto sociale favorevole all’inizio di un processo, che porti alla piena inclusione nella comunità”.
Qual è il ruolo dell’Otto Per Mille alla Chiesa Avventista nelle vostre attività del Centro di Speranza ?

C:“Il sostegno, non solo economico ma anche tecnico dell’Istituzione che lo eroga, è fondamentale per la buona riuscita delle nostre iniziative. Ringrazio di cuore tutti coloro che sottoscrivono la destinazione dell’8 per mille agli Avventisti”.

Sara Riccobono