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“SENTIRSI A CASA DA LONTANO”

“SENTIRSI A CASA DA LONTANO”

È questo il motto di Casa Aurora, una casa per ferie pensata per quelle famiglie che, per stare accanto a un parente, oltre alla sofferenza procurata dalla malattia devono affrontare spese e disagi dovuti alla lontananza da casa.

La struttura, nata e cresciuta grazie ai fondi dell’8xmille destinati alla Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, cerca di sollevare, anche economicamente, queste famiglie con l’ ospitalità, offerta a prezzi calmierati rispetto alle normali strutture alberghiere, avvicinando le persone al proprio familiare ospedalizzato e trasmettendo loro la pace che deriva da un ambiente sereno, gradevole, accogliente e cristiano.

È proprio per questi motivi che Casa Aurora rimane nel cuore di chi è stato accolto negli anni.

“Sono passati già 4 mesi da quel giorno e la signora Rosa ci ha accolti benissimo dandoci, assieme a suo marito l’opportunità di stare vicini a nostro figlio; insieme a loro, il personale della struttura che si occupa di pulizie e manutenzione, prevalentemente composto da volontari e studenti che oltre a svolgere bene il proprio lavoro danno anche un supporto umano.”

È così che la madre di una giovane vittima di un incidente stradale descrive Casa Aurora, quel luogo che nonostante il momento di grande difficoltà ha rappresentato un’“isola di pace”.

La signora Rosa è una colonna di casa Aurora, come emerge da queste parole, e lo dimostra continuando a coltivare i rapporti con i suoi ospiti nel periodo successivo alla permanenza, dedicando loro parole di conforto così come fanno i numerosi volontari che gratuitamente operano nella struttura:

“Mi dispiace per quello che la sua famiglia sta passando e vi auguro che in questo periodo possiate trovare un pò di serencasa-aurora-testimonianza-astridità. Suo figlio non mi conosce ma la prego di portargli i miei saluti e di dirgli che sarà nelle mie preghiere e che supererà tutto anche se con non poca sofferenza. Le voglio dedicare un passo della Bibbia a me molto caro “C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno d’animo lieto? Canti degli inni. la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati. Elia era un uomo sottoposto alle nostre stesse passioni, e pregò intensamente che non piovesse e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia, e la terra produsse il suo frutto” (Giacomo 5)

Queste le parole di Astrid, una giovane studentessa che opera come volontaria a CasAurora.

Innumerevoli le testimonianze raccolte, specie in quel diario, messo a disposizione da Casa Aurora in cui tutti possono lasciare la loro opinione, il loro consiglio, i loro ringraziamenti.         

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“La paura, il dolore, la rabbia, ci accompagnano da allora ma un raggio di sole ci scalda il cuore: è la Casa Colonica dove abbiamo trovato accoglienza, disponibilità e umanità”, dice la moglie di Daniele, vittima di un grave incidente sul lavoro.

 

I volontari danno tanto, ma spesso ricevono molto di più.

“É diventato la mascotte della casa Aurora, tutti lo coccolano i cuochi gli preparano la minestrina, lui inizialmente quando lo salutavamo si nascondeva tra le braccia della mamma o del papà oggi ci sorride e dice ciao, ciao con la manina” dicono di un piccolo di 4 anni, operato di tumore al cervelletto.casa-aurora-testimonianza-mamma-bimbo

Tante storie, diverse tra loro, di adulti, giovani o bambini che siano, ma con un comune denominatore:

“Casa Aurora” è una casa lontano da casa, è accoglienza, è affetto, è sostegno, è formata da persone, prima che da stanze, non è un alloggio comune, ma una grande famiglia.

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“Chi viene qui ha tanto bisogno di sollievo e capita anche di parlare della fede, l’ unico incoraggiamento ad andare avanti.”(Lyudmyla Oliynyk, studentessa di teologia e volontaria)

Scarica la cartolina del progetto (versione volontari). Puoi stamparla o condividerla con i tuoi amici.

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