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SERVIZIO DI VOLONTARIATO NELLE CARCERI

SERVIZIO DI VOLONTARIATO NELLE CARCERI

Quando si svolge un servizio di volontariato, la scintilla che mette in moto i sentimenti di solidarietà, passione e comprensione, è rappresentata dalla presa d’atto di un bisogno determinato. Non sfugge a questa logica stringente nemmeno la sede locale ADRA di Ragusa che si impegna in favore di una delle categorie più deboli e complicate della nostra difficile realtà sociale: i detenuti”, dice Luca Alfano, volontario ADRA (Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso).

La sede di ADRA Ragusa svolge infatti, un programma di assistenza destinato ai detenuti della Casa Circondariale di Ragusa ed alle loro famiglie: Progetto Carceri.

Il progetto riguarda principalmente l’accompagnamento e l’assistenza dei detenuti indigenti, la maggior parte stranieri, in prossimità della fine della pena attraverso la fornitura di beni di prima necessità e/o servizi indispensabili per i primi giorni trascorsi fuori dall’istituto penitenziario: indumenti e biancheria intima, l’acquisto di biglietti del treno, di ricariche telefoniche ed occhiali da vista.

Dal 2010 il coordinamento locale di ADRA, attraverso un contributo annuale proveniente dai fondi dell’8xmille destinati alla Chiesa Avventista, opera in questo delicato settore di volontariato sociale.

Il programma ha riscosso fin dai primi mesi un grosso apprezzamento da parte di tutta l’Amministrazione, in modo particolare dagli assistenti sociali e dagli educatori, con cui è stato possibile instaurare un forte rapporto di stima e collaborazione, utile a rendere il più delicato e graduale possibile l’ingresso dei volontari, nel rispetto delle emozioni e dei momenti vissuti dai reclusi.

Non tutti i volontari, per ovvi motivi di sicurezza, possono avere accesso all’interno delle carceri. La maggior parte di loro svolge il proprio servizio nel supporto alle famiglie o nell’acquisto dei materiali e dei beni richiesti da detenuti bisognosi. Il lavoro di contatto e incontro svolto all’interno è stato concesso, invece, soltanto a due operatori che durante il loro servizio hanno ascoltato decine di storie da tutte le parti del mondo. I detenuti coinvolti nel progetto sono infatti quasi tutti di origine straniera e religione musulmana, provenienti da Egitto, Libia, Iraq, Tunisia e Nigeria; la maggior parte di questi è arrivata in seguito alle tragiche vicende sociali che hanno colpito questi paesi, e come spesso succede, il passo dalla disperazione alla criminalità è stato molto breve.

Una, tra tante, la storia di una signora nigeriana. Vedova e mamma di 4 figli, scappata dal proprio paese per via della guerra tra cristiani e musulmani. Si è trovata avviluppata tra le spire di un brutto giro di droga dal quale non è più stata in grado di uscire. L’amicizia, l’ascolto e il supporto dei nostri volontari l’hanno aiutata, per quanto possibile, a rendere meno complicata la sua permanenza all’interno dell’istituto di reclusione. Oggi questa donna è tornata nel suo paese dove ha potuto riabbracciare i suoi figli.

I volontari di ADRA non sono eroi, sono sufficienti spesso non più di 20 minuti per portare un po’ di libertà dietro alle sbarre.

Nei periodi natalizi sono state organizzate,insieme con l’Associazione Italiana Scout Avventisti (AISA), delle attività all’interno del carcere che prevedevano programmi ricreativi, cene di beneficenza e la donazione di regali a favore dei bambini dei detenuti.

Le attività continueranno anche nel 2013 e presto saranno presi contatti con gli educatori per la realizzazione di un nuovo e più ampio progetto, che possa continuare a portare un po’ di sollievo e dignità a questa categoria di persone a volte dimenticata da tutti.

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