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STORIA DI MARIA GRAZIA 53 ANNI, IMPIEGATA

STORIA DI MARIA GRAZIA 53 ANNI, IMPIEGATA

Tutto è cominciato nell’agosto del 2005 con una diagnosi di tumore alla mammella destra.

Mi hanno operata e mi hanno anche svuotato l’ascella di tutti i linfonodi (di positivo c’è che oggi non sudo più e non mi crescono nemmeno quei fastidiosi peli). Poi mi hanno consigliato di fare la chemioterapia. A parte la cura, ero piuttosto preoccupata perché, tra gli altri effetti negativi, in genere chi si sottopone a questo trattamento prende peso. Un vero dramma per una come me, maniaca della linea…

Poi un giorno, prima di cominciare le sedute, mia figlia, visitando su internet il sito dell’Istituto Nazionale dei Tumori, ha letto di una speciale dieta messa a punto per chi doveva sottoporsi alla chemioterapia. Ho preso subito appuntamento e mi sono presentata per la visita. Man mano che la nutrizionista mi spiegava la dieta, ero sempre più stupita e preoccupata: avrei dovuto rivoluzionare completamente la mia alimentazione!
Io vivevo soprattutto di formaggi, mangiavo le insalate già lavate e confezionate del supermercato, piatti pronti surgelati e tanti dolci. I gelati, poi, erano la mia grande passione. Rinunciare di colpo a quei piatti così appetitosi e comodi mi sembrava impossibile, però ci ho provato. E assaggiare cibi nuovi mi è proprio piaciuto.

Ho cominciato andando a mangiare alla Cascina Rosa (centro dell’Istituto Tumori di Milano dove si svolgono i programmi del Progetto Diana 5, ndr) una volta la settimana. Poi ho frequentato il corso di cucina: stare con altre persone in cura come me, sperimentando con loro questa alimentazione, mi faceva sentire meno sola e così non mollavo e andavo avanti. Intanto, la sera, cucinavo come mi avevano insegnato le verdure, le zuppe, i primi piatti, i legumi, il tofu. 
Facile? Direi proprio di no: pativo, ma continuavo lo stesso. Dopo due mesi di dieta, una notte ho avuto un incubo: vedevo in continuazione cavalli. Cavalli che al posto delle cosce avevano delle gran bistecche! E pensare che non avevo mai mangiato tanta carne rossa, ancor meno di cavallo, eppure ne sentivo il bisogno, ero in una specie di crisi di astinenza! Comunque, non ho ceduto.

Dopo altri quattro mesi, al termine della chemioterapia, non ero ingrassata nemmeno di un grammo e mi sentivo bene. Da allora ho rivoluzionato il mio modo di fare la spesa e di cucinare. Compro frutta e verdura di stagione al mercato di zona, me­glio se di aziende a chilometro zero; mangio sushi, che trovo pronto in un negozio vicino a casa due volte alla settimana e poi cereali integrali e qualche dolcetto senza zucchero.

Brava? Sì, ma rimango una «peccatrice»: una volta alla settimana mangio un po’ di formaggio e non mi nego un gelato.

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