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UN TIRANNO DA SCONFIGGERE

UN TIRANNO DA SCONFIGGERE

Un C.A.T. (club degli alcolisti in trattamento) è composto da famiglie che condividono le proprie storie. L’amicizia, la simpatia, la solidarietà e anche la professionalità dei volontari, sono i mezzi per riconoscere non la propria malattia ma la mancanza di sobrietà.

I club funzionano grazie alla disponibilità di volontari che hanno frequentato un «Corso di Sensibilizzazione all’approccio ecologico-sociale ai problemi alcol correlati secondo il metodo del prof. Hudolin».

Il corso dura 50 ore, ed è completamente finanziato da enti pubblici e privati. In Sicilia, attualmente, sono presenti 35 C.A.T., molto pochi rispetto alla diffusione dei problemi alcol-correlati nella regione.

L’8xmille degli avventisti ha offerto un contributo importante allo sviluppo dei C.A.T. in Sicilia, finanziando due corsi di sensibilizzazione.

La lotta contro l’alcol si combatte con la costanza, la solidarietà, e l’impegno.

Pomeriggio inoltrato, suona il campanello. Il citofono è accanto alla finestra, mi sporgo. Due signori distinti, vestiti in modo elegante, alzano lo sguardo e accennano a un saluto con la testa.

È così che comincia la storia raccontataci da un volontario del Sert .

“Si presentano, sono fratelli. Hanno consultato medici e luminari. Sono imprenditori e le risorse economiche non mancano.”

Cominciano gli incontri di auto-mutuo-aiuto nel club.

Ci si guarda in faccia, il cerchio non permette a nessuno di nascondersi.

A vivere il problema direttamente è il fratello maggiore, ma ormai l’intera famiglia è coinvolta. Dopo la timidezza iniziale, prende la parola e si racconta.

“ Una vita di agio e di degrado. Appartamenti lussuosi e angoli di marciapiede. Vestaglie di seta e nudità sdraiata su giacigli di «monnezza».”

Strada facendo prende coraggio e conquista la simpatia del gruppo che comincia a volergli bene. Nasce un’amicizia. Poi, un silenzio assordante che dura diverse settimane.

Una mattina presto, come faccio di solito, indosso le scarpette da runner. Un chilometro, forse due e mi pare di udire il mio nome gridato con insistenza. Trovo il mio amico abbottonato nel suo cappotto scuro, il viso gonfio, il naso grondante, senza occhiali. «Che fai qui? Ti abbiamo cercato per giorni!». Gli si allarga un sorriso sulle labbra tumefatte: «Ti ha mandato Gesù Cristo, avevo deciso la sbronza finale». Lo aiuto a rialzarsi e ci incamminiamo lentamente verso casa. La battaglia non è finita, non basta la buona volontà individuale, il problema è ecologico-sociale, la famiglia deve essere coinvolta.”

Il percorso che porta alla sobrietà, alla libertà dal tiranno, è costellato da un’introspezione sincera, dal desiderio di cambiamento radicale, dal mutuo aiuto del club di appartenenza.

 Con l’aiuto dell’8xmille avventista, si potrebbe procedere ad interventi mirati al sostegno di particolari casi segnalati dai servizi sociali, naturalmente, con tutte le possibili garanzie del proponente e la ovvia riservatezza che tali casi eticamente ci impongono.

“Un tiranno da sconfiggere”, si è questo l’alcol, e contro questo tiranno si cerca ogni tipo di arma, ma tra queste, la più forte è senza dubbio, la conoscenza”.

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