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UNA GIORNATA DA VOLONTARIO

UNA GIORNATA DA VOLONTARIO

Nella vasta Africa, in Kongola nel distretto di Caprivi, a nord della Namibia trova posto una piccola scuola composta da una grande famiglia. La scuola, chiamata «Mulimu wa babalela» («Dio si prende cura»), nasce nel 2010 dal forte desiderio di un volontario di dare a quei bambini l’opportunità di scegliere un futuro migliore e da Adra Italia che prende a cuore il progetto per farlo diventare realtà. Così, grazie ai fondi dell’otto per mille della Chiesa Avventista è stato possibile costruire la scuola e metterla in funzione, garantendo ad oggi istruzione, alimentazione e sanità a più di 56 bambini. Sono 7 i volontari che hanno partecipato a questo progetto. In particolare vogliamo raccontare l’esperienza di Daniel Gug, volontario per la costruzione della scuola.

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Daniel, che ha una famiglia con due bambine e vive a Roma, prende in considerazione la proposta di dare un aiuto concreto alla costruzione e parte per due mesi, durante i quali si innamora di questo popolo.

  • Daniel, qual è stata la tua prima impressione all’arrivo?

Il grado di povertà è molto alto e la loro istruzione molto scarsa. Le distanze che le persone devono percorrere a piedi sono in media 40 km; di solito le fanno per avere cure mediche o per usufruire di acqua potabile ma è gente con un grande cuore, volonterosa e sorridente.

  • Quale era la priorità dal progetto in quel momento?

Costruire le mura della scuola, innalzare la struttura che avrebbe protetto tanti bambini. Le loro famiglie affrontano un grado di povertà molto elevato, inoltre le condizioni climatiche sono sfavorevoli per i piccoli che decidono di NON STUDIARE poiché si tratta di una zona molto arida e povera, in cui i tassi di diffusione delle malattie sono ancora piuttosto alti.

  • Man mano che i giorni passavano, cosa provavi?

Mi sentivo a casa. Tuttora quando ho l’opportunità di tornare, sento un grande senso di appartenenza a quella bella gente. Mi è piaciuta la sensazione di realizzazione personale che ho provato nell’aiutare intere famiglie che ogni giorno mi incoraggiavano ad andare avanti.

  • Secondo te qual è il desiderio di ogni bambino che frequenta la scuola?

Dare alle loro famiglie un po’ di quella speranza che gli è stata portata via, forse trasmettere un po’ di luce nelle loro comunità. In molti vogliono diventare insegnanti, medici, infermieri per porre fine a tanta sofferenza che vedono ogni giorno in mezzo a loro.

  • Come ha reagito la comunità?

Erano coinvolti anche loro nel progetto, magari con piccoli gesti, ma anche il loro contributo è stato importante. Inoltre i genitori erano felici per i propri figli e nutrivano speranza nel loro domani.

bambini-namibia

Daniel ci racconta che c’è un grande bisogno di volontari, soprattutto nel campo professionale. Forse è una risorsa che scarseggia perché non molti sanno che una volta che aiuti gli altri, aiuti per primo te stesso.

Se volete sentire vera gioia nel cuore, fate vostra questa esperienza!!!

Jazmin Sivinta

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