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ZUCCHERI, IL VELENO BIANCO

ZUCCHERI, IL VELENO BIANCO

Lo zucchero è presente nelle torte, nelle bevande ed il suo nome compare sull’etichetta di tanti altri prodotti. E poi è dolce.

Ebbene sì, sembra proprio che non possiamo fare a meno dello zucchero e degli alimenti che lo contengono. Ma è davvero così indispensabile? E soprattutto, fa bene per la nostra salute?

Nel sesto video incontro della serie “La via della salute” realizzata per l’Associazione di Volontariato Lega Vita & Salute Onlus, il dottor Franco Berrino ci svela un’altra immagine, meno conosciuta: quella dello zucchero come “veleno bianco”.

Innanzitutto, sebbene sia oggi entrato a far parte della nostra vita, “Lo zucchero non è mai stato nella storia dell’umanità un alimento dell’uomo. È diventato un alimento comune fondamentalmente nell’ultimo secolo, ma era usato anche prima”. Già ai tempi di Marco Polo, quando con le sue carovane lo importava insieme ad altre spezie dall’Oriente, dove c’era la canna da zucchero. Successivamente, si è scoperto che la canna da zucchero poteva essere coltivata anche nei Caraibi, dando il via a quello che sarebbe diventato un business importante e in crescita, soprattutto in Francia e in Spagna. Ma sia nel ‘700 che nel ’800 il suo uso era ridotto.

Di certo, come commenta l’esperto – “lo zucchero è venuto al mondo macchiato di sangue” – poiché per coltivarlo furono uccisi molti indigeni e, non essendoci più la manodopera per coltivare la canna, vennero importati gli schiavi dall’Africa.

Il vero boom avviene nell’800, quando Napoleone, saputo che si poteva ricavare lo zucchero anche dalla barbabietola, promuove lo sviluppo dei primi zuccherifici.

Tornando ai nostri giorni: “oggi siamo arrivati da un consumo che era mediamente un po’ meno di 5 kg all’anno, all’inizio del secolo scorso, a un consumo di 70-80 kg all’anno, perché lo zucchero viene messo dappertutto”.

Ma cosa ci spinge a usarlo così abbondantemente? Perché non possiamo farne a meno?

“Perché – come spiega Berrino – lo zucchero ha una proprietà meravigliosa che fa sembrare buoni anche dei cibi schifosi, e poi lo zucchero ha una capacità come una droga: noi siamo drogati da un gusto troppo dolce.

In realtà, la gente ha sempre sospettato che mangiare troppo zucchero potesse far ingrassare. Quello che stupisce invece è come fino a dieci anni fa gli scienziati non siano riusciti a dimostrarlo con i loro studi.

“Si intervistavano tantissime persone, e si confrontava se mangiava più zucchero chi era grasso o chi era magro, e si trovava sistematicamente che i magri mangiavano più zucchero dei grassi”. Quest’ultimi, infatti, ben consapevoli dell’effetto, cercavano di mangiarne poco o mentivano sul loro consumo perché – sottolinea il dottore – “a volte nei questionari scriviamo quello che dovremmo mangiare e non quello che mangiamo effettivamente”.

La svolta si è avuta con lo sviluppo degli studi prospettici, in cui si è indagato sul consumo alimentare di molte persone seguendolo nel tempo, si è visto che lo zucchero fa ingrassare, in particolare quello liquido presente nelle bevande zuccherate.

“È drammaticamente importante evitare le bevande zuccherate: non facciamo assaggiare le bevande zuccherate ai nostri bambini, non facciamo assaggiare lo zucchero ai nostri bambini fino a quando lo assaggeranno perché entreranno anche loro nel mondo ma non saranno così attaccati. Sapete sono le prime cose che noi mangiamo nel corso della vita che condizionano moltissimo il nostro gusto e anche quello che mangia la mamma in gravidanza condiziona il gusto del bambino. Per cui non facciamo assaggiare lo zucchero!”.

Ma c’è qualcosa che è peggiore dello zucchero: lo sciroppo di glucosio e fruttosio, per esempio, dove le due molecole che compongono il saccarosio nel normale zucchero bianco, risultano fra loro staccate. “Lo sciroppo di glucosio e fruttosio è sempre più usato dall’industria, costa meno perché viene prodotto a partire dal mais, e serve in pasticceria perché rende le cose più soffici: leggiamo le etichette, se c’è scritto sciroppo di glucosio e fruttosio non compriamo quel prodotto, non è un prodotto di buona qualità”. Quindi, facciamo attenzione, in particolare a Natale e a Pasqua, le tradizionali feste in cui mangiamo più dolci, e leggiamo le etichette.

E per quanto riguarda i dolcificanti artificiali invece? Sono meno pericolosi dello zucchero?

Si pensa che non facciano ingrassare o non creino problemi come il diabete o la sindrome metabolica, ma Berrino chiarisce: “È un’illusione perché quando mangiamo qualcosa di 200 volte più dolce dello zucchero come molti di questi dolcificanti, l’aspartame è 170 volte più dolce dello zucchero, la stevia che adesso si trova in polverine è 200 volte più dolce dello zucchero, il sucralosio è 600 volte più dolce dello zucchero, noi sentiamo il gusto dolce anche nel nostro tubo digerente, nel nostro intestino, e quando nell’intestino arriva un gusto così dolce l’intestino apre le porte per assorbire il glucosio. Quindi non c’è glucosio in questo prodotto, ma c’è glucosio nella dieta normale che noi facciamo e lo assorbiamo di più”.

Poi aggiunge: “I nostri studi mostrano che chi consuma bevande zuccherate sviluppa il diabete, ma che anche chi consuma bevande zero sviluppa più facilmente il diabete, sviluppa più facilmente la sindrome metabolica. Lo zucchero poi è anche associato allo sviluppo dei tumori, ma è soprattutto perché causa obesità, e le persone obese si ammalano di più di cancro. Ma ci sono sempre più indizi che i malati di tumore è bene che non mangino zucchero”.

Ad esempio, una recente pubblicazione dell’Università di Harvard ha evidenziato che i pazienti con cancro del colon hanno un rischio più elevato di sviluppare metastasi; in particolare hanno un rischio doppio se bevono due lattine di bevande zuccherate al giorno.

Per quanto il suo gusto dolce possa esercitare su di noi un richiamo a cui è difficile dire di no, bisogna comprendere che: Si possono fare degli ottimi dolci senza zucchero. Si può vivere senza zucchero”.

Puoi guardare il video cliccando qui

Chi è Franco Berrino? – Franco Berrino è un epidemiologo di fama mondiale, già Direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Dal 2007 collabora con l’Associazione di Volontariato Lega Vita & Salute Onlus come direttore scientifico del mensile Vita & Salute. Insieme alla Dott.ssa Anna Villarini, biologa e ricercatrice dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, è responsabile scientifico del progetto Diana 5 progettato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sostenuto e finanziato dal Ministero della Salute attraverso i fondi del programma integrato per l’oncologia, dall’AIRC e dall’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno grazie all’8xmille donato all’Associazione di Volontariato Lega Vita e Salute Onlus.

Di cosa si occupa l’Associazione di Volontariato Lega Vita & Salute Onlus? – La Lega Vita & Salute si occupa di informare e sensibilizzare le persone sull’importanza di adottare una corretta alimentazione ed uno stile di vita sano, sull’assoluta necessità di smettere di fumare e di sottoporsi periodicamente a controlli. Tutti comportamenti, questi, volti a prevenire la nascita di tumori nel nostro organismo. Da sempre la Lega Vita & Salute può promuovere sul territorio, grazie ai fondi dell’8xmille della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, campagne di sensibilizzazione per smettere di fumare (Respira Libero), seminari sui cibi e l’alimentazione, check-up (Salute Expò) offerti alla cittadinanza in spazi al chiuso o al coperto.

L’8xmille della Chiesa Cristiana Avventista come sostiene la salute? – La Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno da sempre destina l’8xmille anche alla promozione e al sostegno della ricerca scientifica e delle campagne di sensibilizzazione per una sana alimentazione e per la prevenzione delle malattie. Grazie ai fondi dell’8×1000 che la Chiesa Cristiana Avventista ha donato all’Associazione di Volontariato Lega Vita e Salute Onlus è stato possibile realizzare e avviare progetti importanti, come Diana 5 e Diana Web, e tutti i programmi di sensibilizzazione che l’Associazione svolge sul territorio nazionale attraverso le sue sedi locali.

 

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